{"id":1,"date":"2022-04-12T17:14:45","date_gmt":"2022-04-12T15:14:45","guid":{"rendered":"https:\/\/brembana.info\/folklore\/wp\/?p=1"},"modified":"2022-04-12T17:47:53","modified_gmt":"2022-04-12T15:47:53","slug":"i-gioppini-di-bergamo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/brembana.info\/folklore\/i-gioppini-di-bergamo\/","title":{"rendered":"I Gioppini di Bergamo"},"content":{"rendered":"\r\n<article class=\"col-2-3\">\r\n<div class=\"wrap-col\">\r\n<div class=\"indent-left\">\r\n<p class=\"indent-bot\"><strong>Gruppo folk &#8220;I Gioppini di Bergamo&#8221; c\/o Fabrizio Cattaneo &#8211; cell. 335.5430256 fax. 035.313687<\/strong><br \/><br \/>Questo gruppo folclorico particolare, unico nel suo genere, presenta uno spettacolo composto da vari tipi di esibizioni che sono: La sfilata con gli strumenti autoprodotti artigianali in latta e in legno dalle forme fantasiose tratti da usanza risalente all&#8217;epoca Romana. I canti popolari in dialetto Bergamasco e Lombardo tipici balli celebranti momenti di vita contadina. Le antiche civilt\u00e0 hanno sempre rappresentato un modello e un patrimonio prezioso per le generazioni successive: usi, costumi e consuetudini mantengono vivo lo spirito di un popolo e ne tramandano le tradizioni. A Bergamo la vivacit\u00e0 della gente contadina dei tempi trascorsi viene ripresa e riproposta dal gruppo dei Gioppini che, attraverso balli popolari e canti dialettali, trasmette l\u2019eco della cultura passata, ispi-rato dalle tipiche ed originali maschere bergamasche: Gioppino e Marg\u00ec. Le coreografie, vivaci e divertenti, esprimono momenti della vita quotidiana di antica tradizione: om-brelli, fiori, nastri, secchi d\u2019uva, botticelle con vino, acrobazie e sculaccioni rappresentano alcuni ele-menti caratteristici dello spettacolo. La sfilata, eseguita da tutti gli elementi del gruppo con i particolari strumenti di legno e strane trombe di latta ricavate da tubi di stufa, grammofoni, telai di bicicletta ecc.. , \u00e8 accompagnata da fisarmoni-che, tamburi e da un vecchio carretto contadino. I colorati costumi, sia degli uomini che delle donne, formano un complemento necessario per questo tuffo nel passato. I componenti dei Gioppini dedicano gran parte del proprio tempo libero a questa attivit\u00e0 e, senza fine di lucro, mantengono viva l\u2019associazione culturale, costituendo un punto di riferimento per le giovani generazioni. Tutto questo fa parte del Folklore, termine inglese composto da Folk (popolo) e Lore (dottrina) che significa, appunto, Dottrina di Popolo.<br \/><br \/>STORIA DEL GRUPPO &#8211; Gioppini di Bergamo<br \/>Non si ha una data precisa per la nascita del gruppo; la si vorrebbe agli inizi del 1900 in un quartiere di Bergamo, Redona, come testimoniano fotografie pubblicate su \u201cRedona, immagini del primo Nove-cento\u201d e su \u201cDANZE POPOLARI ITALIANE\u201d edito nel 1935 dall\u2019 Opera Nazionale del Dopolavoro, che ritraggono la \u201cBanda dei Giop\u00ec\u201d. In queste immagini si possono gi\u00e0 notare i particolari strumenti musicali ricavati da tubi di vecchie stufe a legna, grammofoni, imbuti, telai di biciclette, pezzi di motore, bidoni metallici \u2026. Il complesso musicale, composto da soli elementi maschili, dopo una pausa forzata a causa della Guerra, si ricom-pose agli inizi degli anni 50 nel rione di Borgo Palazzo, sotto la guida di Rino Lorenzi, appassionato e diligente ricercatore di tradizioni della propria terra, che introducendo i primi canti e balli popolari, ar-ricch\u00ec il gruppo con elementi femminili: si form\u00f2 cos\u00ec il Gruppo Folkloristico dei Gioppini di Bergamo che, in seguito, con l\u2019arrivo del maestro Angelo Piazzoli detto \u201cPAPA\u201d, inizier\u00e0 a partecipare a numero-sissime manifestazioni e festival, sia in Italia che in tutta Europa, toccando anche l\u2019America Latina; ri-scuotendo ovunque consensi di pubblico ed elogi dalla critica. Oltre che a vari interventi alla televisio-ne, ha preso parte alle riprese di un film di Walt Disney. Il gruppo \u00e8 riconosciuto dal Ministero Italiano Turismo e Spettacolo.<br \/><br \/><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/brembana.info\/folklore\/gioppini\/gioppini.jpg\" alt=\"I Gioppini di Bergamo\" \/><br \/><br \/>COSTUME &#8211; Gioppini di Bergamo<br \/>Il costume, sia maschile che femminile, si ispira alle maschere di Bergamo: Gioppino e Marg\u00ec. Per lui: giacca in panno verde profilata di rosso con pantaloni a tre quarti dello stesso colore, gilet rosso profilato in verde, camicia bianca, calzettoni a righe bianche e rosse, al collo fazzoletto rosso fantasia, cappello nero bordato di rosso e scarpe nere con vistosa fibbia rossa. Per lei: camicia, mutandoni e grembiulino bianchi, il tutto guarnito con pizzo punteggiato da nastrini rossi, gonna di cotone molto ampia e fiorata con sottana bianca; cintura alta di velluto nero, scialle sulle spalle e fazzoletto in testa, tutti ricamati. Ai piedi un paio di zoccoli di legno, calzatura tipica dei contadini lombardi.<br \/><br \/>STORIA DI BERGAMO &#8211; Gioppini di Bergamo<br \/>Bergamo sorge ridente ai piedi delle Prealpi Orobiche tra i fiumi Serio e Brembo. La citt\u00e0 nacque nel 501 sotto l\u2019impero dei Liguri, fondata da Cydno che la chiam\u00f2 Barra; anche se pare che la vecchia citt\u00e0 risalga ad una fondazione autoctona del VI secolo a.C., se non addirittura al 1200 a.C. Dopo i Liguri, molti popoli dominarono la nostra citt\u00e0: Etruschi, Galli Cenomani,(che le cambiarono il nome in Bergh\u00e9im), e quindi i Romani, che la fecero diventare Bergomum, nome che rimase anche sotto il dominio dei Goti, Unni e Longobardi. Nel 1200 si costitu\u00ec un libero Comune e tale rimase per circa due secoli, finch\u00e9, dopo essersi assoggettata alla Signoria dei Visconti di Milano, si sottomise nel 1428 alla Repubblica Veneta. Dal 1797 fu sottomessa ai Francesi ed agli Austriaci fino al 1859, anno in cui arriv\u00f2 Garibaldi che radun\u00f2 proprio in Bergamo \u201cI Mille\u201d per la sua spedizione verso la Sicilia. Le diverse dominazioni influirono molto sulla parlata locale tant\u2019\u00e8 che, ancor oggi, il dialetto bergama-sco \u00e8 intriso di accenti e cadenze simili alle lingue germaniche e francesi. Il primo saluto che Bergamo porge ad ogni visitatore sono le Mura Venete, grandiose fortificazioni lunghe 5114 metri, con 16 bastioni e 4 porte d\u2019accesso, che racchiudono, come in un abbraccio, Citt\u00e0 alta, parte pi\u00f9 antica e monumentale di Bergamo, festoso rincorrersi di torri, guglie e campanili, il pi\u00f9 alto dei quali \u00e8 il \u201cCampanone\u201d che domina maestoso su Piazza Vecchia, una delle pi\u00f9 belle piazze del mondo, cos\u00ec come l\u2019hanno definita Le Courbusier e Wright. altre numerose costruzioni vanno ricor-date: il Palazzo della Ragione con il Leone di San Marco, incastonato sulla facciata in testimonianza del dominio veneto, la Cappella di Bartolomeo Colleoni, la Chiesa di Santa Maria Maggiore, il Duomo, il Battistero, la Rocca, il Teatro ed il Museo intitolati a Gaetano Donizetti, l\u2019Accademia Carrara ed il Museo d\u2019Arte Moderna.<br \/><br \/><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/brembana.info\/folklore\/gioppini\/gioppini1.jpg\" alt=\"I Gioppini di Bergamo\" \/><br \/><br \/>COM\u2019E\u2019 NATA LA TRADIZIONE DI \u201c GIOPPINO\u201d ?<br \/>La domanda \u00e8 senza risposta poich\u00e9 nulla ci dicono i documenti e muta \u00e8 la tradizione orale: certa-mente egli \u00e8 una creazione tipicamente e genialmente popolaresca, ispirata forse da qualche spassoso tipo del passato che non ha lasciato tracce, o forse il nostro popolo ha mirabilmente fuso in esso la sua vena ridanciana e lepida, la sua spontanea tendenza all\u2019arguzia, il suo gesto un po\u2019 grossolano, ma sempre piacevolmente comico per i modi farseschi. Poich\u00e9, in fondo, Gioppino non \u00e8 che una amenissima caricatura del nostro popolo rustico, da questi \u00e8 sorto e da questi ha preso il linguaggio grossolano, esagerandone i difetti e la rozzezza che, unita ad una istintiva furbizia e ad una divertente ignoranza, mai gli offusca una pratica e rapida comprensione delle cose. Dei contadini imita l\u2019intercalare, ripete i gesti ed \u00e8 sempre preso da quell\u2019indomabile ap-petito che \u00e8 segno di robusta e sana costituzione. Nei racconti popolari Gioppino, storpiatura di Giuseppino, \u00e8 figlio di Bortolo Zuccalunga e di Maria Scatolera; \u00e8 tozzo, tarchiato, dalla faccia ilare e bonaria, violentemente incarnata dal collo deforme per tre gozzi madornali, che sono nello stesso tempo sua caratteristica fisica e blasone di famiglia. Nativo di Zanica, \u00e8 padrone delle scene e delle situazioni, che quasi sempre domina a colpi di bastone, di maniere e di linguaggio rozzi, ma con tanto cuore, egli \u00e8 paziente fino a che non gli facciano infiammare le \u201c granate \u201c o i \u201c coralli \u201c, com\u2019egli poeticamente chiama la sua gozzaia. Sempre inna-morato della sua Marg\u00ec, ha un discendente nella pur comica persona del Bartol\u00ec da Sanga, il quale verr\u00e0 a perpetuare \u201c la stirpe dei gozzi \u201c.<br \/><br \/>PERCHE\u2019 GLI STRUMENTI DI LATTA &#8211; Gioppini di Bergamo<br \/>E\u2019 consuetudine che risale ai Romani quella di solennizzare per celia le nozze dei vedovi, specialmente se maturi, con concerti polifonici affatto armoniosi e per i quali la ragazzaglia del paese si adopera con la migliore buona volont\u00e0. Tale omaggio, tutt\u2019altro che di buon gusto, ha carattere di scherno. Specialmente verso sera gli improvvisati concertisti si recano sotto le finestre dei futuri sposi e con fi-schi, urla e il suono di padelle, trombe in latta e campani, improvvisano un\u2019assordante quanto fasti-dioso omaggio, talvolta ripetuto per diverse sere consecutive. Questa usanza viene indicata con diver-si nomi: sun\u00e0 i pad\u00e8le, i ci\u00f2che, fantun\u00e0, fa la fantunada o la tuntunada (Val Brembana), fa \u00f6na cio-cada ( Parre ), fa ai mat\u00ecno\u2026) (*) Da questa tradizione l\u2019uso di strumenti di latta da parte dei Gioppini\u2026<\/p>\r\n<\/div>\r\n<\/div>\r\n<\/article>\r\n<article class=\"col-1-3\">\r\n<div class=\"wrap-col\">\r\n<div class=\"indent-left2 indent-top\">\r\n<div class=\"box indent-bot\">\r\n<div class=\"padding\">\r\n<div class=\"wrapper\">\u00a0<\/div>\r\n<\/div>\r\n<\/div>\r\n<\/div>\r\n<\/div>\r\n<\/article>\r\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>maschere bergamasche, il Gioppino e la Marg\u00ec<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":13,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"class_list":["post-1","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-senza-categoria"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/brembana.info\/folklore\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/brembana.info\/folklore\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/brembana.info\/folklore\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/brembana.info\/folklore\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/brembana.info\/folklore\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/brembana.info\/folklore\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":8,"href":"https:\/\/brembana.info\/folklore\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1\/revisions\/8"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/brembana.info\/folklore\/wp-json\/wp\/v2\/media\/13"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/brembana.info\/folklore\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/brembana.info\/folklore\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/brembana.info\/folklore\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}